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Il Territorio

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In Sardegna, nelle colline di Soleminis, cuore enologico del Parteolla, i più antichi segni di vita umana scoperti dagli archeologi risalgono al III millennio A.C. e appartengono a popolazioni che si insediarono in questi territori all’inizio dell’Età del Rame.

Sull’origine del toponimo “Soleminis” sono state avanzate diverse teorie.
Secondo alcuni, le sue radici vanno ricercate nel termine latino “Sollemnis”, luogo in cui ogni anno si tiene una festa religiosa. Altri sostengono che derivi da “Sol”, divinità del Sole, e “Eminens”, luogo elevato. Questa teoria sembra trovare conferma in alcuni riscontri oggettivi che le conferiscono un maggiore credito tra gli studiosi. Infatti, nel territorio sono state ritrovate numerose tracce che dimostrano l’esistenza di villaggi nuragici risalenti alla cultura di Monte Claro. I popoli preistorici di tali insediamenti producevano ceramiche e coltivano la terra.

Nel corso dei millenni, la Sardegna è stata raggiunta da tantissimi popoli provenienti dal Mediterraneo. Dopo i nuragici, qui giunsero i fenici, i cartaginesi, gli etruschi, i greci, i romani e i barbari. Poi fu la volta degli spagnoli e, ancora, dei piemontesi.
In questa terra, aspra ma anche generosa, la vite ha trovato un habitat molto favorevole.

Le rigogliose distese agricole di Soleminis hanno conosciuto la coltivazione della vite e la produzione del vino in epoca feudale, quando passarono in mano agli spagnoli.
Oggi queste terre appartengono alla famiglia Pili che, nel solco di una tradizione plurisecolare, continua a coltivare la vite e a produrre il vino.